Manutenzione della cappa
Ogni quanto si cambia il filtro della cappa
Questa guida spiega come distinguere il filtro antigrasso dal filtro ai carboni attivi di una cappa da cucina, e come capire quando ognuno dei due va davvero cambiato. Si basa sull'esperienza di un catalogo che incrocia 212 modelli di cappa con 172 codici di filtro diversi, distribuiti su 11 marche.
Due filtri, due compiti diversi
Una cappa da cucina lavora quasi sempre con due filtri che non hanno né la stessa funzione né la stessa durata. Il filtro antigrasso, posizionato subito sotto la superficie di aspirazione, trattiene le particelle di grasso prima che raggiungano il motore. Il filtro ai carboni attivi, montato più in profondità e presente solo sulle cappe che funzionano in modalità a ricircolo, trattiene gli odori. Confondere i due significa rischiare di lavare un filtro che andrebbe sostituito, o di sostituire con troppa frequenza un componente che basterebbe pulire.
Trovare il codice giusto non è sempre immediato, perché lo stesso filtro viene spesso montato su cappe di marche e modelli diversi. Nel catalogo che incrocia 212 modelli di cappa e 172 codici di filtro su 11 marche (Beko, Bosch, Brandt, Candy, Electrolux, Elica, Falmec, Miele, Smeg, Whirlpool e Zanussi), in media un codice di filtro viene condiviso da circa 33 cappe diverse. Alcuni codici sono estremamente diffusi: RAN24432818 equipaggia 78 cappe, 6228731 e DKF12-1 ne coprono 59 ciascuno, mentre 103050107 e 114164 arrivano a 55, e Type 3 a 54. Prima di ordinare qualsiasi ricambio conviene quindi verificare il codice esatto indicato per il proprio modello, piuttosto che affidarsi solo alla marca della cappa.
Il filtro antigrasso metallico: lavare spesso, sostituire raramente
Il filtro antigrasso metallico è pensato per essere lavato, non sostituito. La rete metallica o l'alluminio stampato sopportano lavaggi ripetuti, a mano con un detergente sgrassante o in lavastoviglie, e recuperano la loro capacità filtrante ogni volta. La frequenza del lavaggio dipende dall'uso della cucina: chi cucina tutti i giorni con soffritti, fritture o cotture grasse dovrebbe lavare il filtro con cadenza più ravvicinata rispetto a chi cucina in modo occasionale o con metodi poco grassi.
La sostituzione, in questo caso, non è legata a un calendario ma allo stato fisico del pezzo. Un filtro metallico va cambiato quando il telaio si deforma e non aderisce più correttamente alla sede della cappa, oppure quando la rete cede: maglie strappate, punti dove il metallo si è consumato o buchi visibili. In quel momento il filtro lascia passare il grasso invece di trattenerlo, e nessun lavaggio può correggere il problema.
Il filtro antigrasso sintetico: leggere il colore
Alcune cappe montano, al posto della rete metallica o in aggiunta a essa, un filtro antigrasso sintetico: un feltro o un tessuto non tessuto che non si lava e che va sostituito. In questo caso il segnale da osservare è il colore. Un filtro nuovo è chiaro e uniforme; con l'uso assorbe il grasso e cambia tonalità in modo omogeneo su tutta la superficie, diventando progressivamente più scuro o più opaco.
Il modo più affidabile per valutarlo è guardarlo in controluce: tenendo il filtro davanti a una fonte di luce, la saturazione appare come una perdita di trasparenza e una zona uniformemente più densa, diversa da una semplice macchia localizzata. Quando questo cambiamento uniforme è evidente, il filtro ha esaurito la sua capacità di trattenere il grasso e va sostituito con uno nuovo dello stesso codice.
Il filtro ai carboni attivi: l'intervallo dichiarato non è una legge
Il filtro ai carboni attivi riguarda solo le cappe usate in modalità a ricircolo, cioè quelle che non espellono l'aria all'esterno ma la reimmettono in cucina dopo averla filtrata. Il costruttore indica un intervallo di sostituzione nel libretto della cappa, pensato per un uso medio della cucina. Questo intervallo si accorcia sensibilmente in presenza di fritture frequenti, di cotture lunghe che rilasciano molti vapori, o dell'uso regolare di un wok, che produce fumi più concentrati rispetto a una cottura normale.
Proprio perché il dato del libretto è una media, va corretto osservando le proprie abitudini. Una cucina usata una o due volte alla settimana per pasti semplici può avvicinarsi, o anche superare leggermente, l'intervallo dichiarato. Una cucina dove si frigge spesso, dove si usa una friggitrice tradizionale, o dove si cucina più volte al giorno, consuma il carbone molto più in fretta e richiede una sostituzione anticipata rispetto a quanto scritto nel manuale.
I segnali che dicono che è il momento
Al di là del calendario indicato dal costruttore, la cappa stessa manda segnali quando un filtro, antigrasso o ai carboni, ha raggiunto il limite. Vale la pena imparare a riconoscerli, perché anticipano il momento della sostituzione meglio di qualunque intervallo teorico.
- L'aspirazione cala: la cappa sembra meno efficace nel catturare fumi e vapori, anche alla velocità massima
- Il rumore del motore aumenta, perché l'aria fatica a passare attraverso un filtro intasato
- Si formano gocce di condensa grassa sul bordo della cappa o sulla superficie sottostante
- L'odore di cottura resta nell'aria della cucina anche a lungo dopo aver spento i fornelli
- Il filtro appare visibilmente scurito o saturo a un controllo diretto, anche prima della scadenza indicata
La spia di saturazione non è un contaore
Molte cappe moderne integrano una spia di saturazione, che si accende per ricordare di intervenire sui filtri. È utile perché evita di dimenticare la manutenzione, ma va inquadrata per quello che è: un promemoria programmato su un numero di ore di funzionamento stimato dal costruttore, non una misura reale dello stato del grasso o degli odori accumulati.
Per questo la spia non va confusa con una misura precisa. Due cucine possono raggiungere lo stesso numero di ore di funzionamento della cappa con livelli di saturazione molto diversi, a seconda di cosa e quanto si cucina. La spia resta un buon punto di partenza, da affiancare sempre all'osservazione diretta del filtro, al colore, al rumore e all'aspirazione, per decidere il momento giusto della pulizia o della sostituzione.