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Quale filtro entra in quale cappa, marca per marca e modello per modelloQuale filtro entra, codice per codice e modello per modello

Manutenzione della cappa

Lavare il filtro antigrasso in lavastoviglie senza rovinarlo

Questa guida spiega perché il filtro antigrasso in alluminio si scurisce in lavastoviglie e come limitare il danno, con l'alternativa del lavaggio a mano passo per passo. Chiarisce anche quando conviene sostituire, invece di lavare, il filtro ai carboni attivi o il pannello sintetico.

Lettura: 5 min

Lavare il filtro antigrasso in lavastoviglie senza rovinarlo

Che cosa succede all'alluminio quando lo lava in lavastoviglie

Il filtro antigrasso in alluminio, quello a rete o a labirinto che si trova sotto i fornelli, reagisce ai detergenti alcalini della lavastoviglie con un processo di ossidazione. La superficie perde la lucentezza originale e assume una colorazione grigio scuro o quasi nera, un effetto che molti utenti scambiano per sporco residuo ma che in realtà è una reazione chimica dell'alluminio a contatto con il detersivo.

Questo annerimento è un fenomeno estetico prima ancora che funzionale: il filtro continua a trattenere i grassi come prima, la capacità filtrante non cambia. Il problema è che l'ossidazione è irreversibile. Una volta scurito, l'alluminio non torna al colore originale, né con altri lavaggi né con prodotti lucidanti. Sapendolo in anticipo evita di considerare il filtro rovinato quando in realtà funziona ancora perfettamente.

Le precauzioni per limitare il danno estetico

Se comunque preferisce il lavaggio in lavastoviglie, per comodità o perché il filtro è molto incrostato, alcuni accorgimenti riducono la velocità e l'intensità dell'annerimento, anche se non lo eliminano del tutto.

Nessuno di questi accorgimenti impedisce l'ossidazione, ma la rallenta e la rende più uniforme, evitando macchie concentrate su un unico punto del filtro.

  • Selezioni un programma a temperatura moderata, evitando i cicli intensivi ad alta temperatura
  • Appoggi il filtro in piano nel cesto inferiore
  • Non lo incastri tra piatti o pentole: va lasciato libero, senza peso sopra
  • Non lo schiacci contro le pareti del cesto
  • Non lo carichi insieme a stoviglie molto sporche o unte
  • Al termine del ciclo, verifichi che il risciacquo sia stato abbondante prima di estrarlo

L'alternativa a mano: acqua calda e sgrassatore

Chi vuole evitare del tutto l'annerimento può lavare il filtro a mano. Il metodo prevede acqua molto calda, quasi al limite della tollerabilità per le mani, e un detergente sgrassatore da cucina, quello che scioglie i grassi induriti senza intervenire chimicamente sull'alluminio come fanno i detersivi da lavastoviglie.

Il filtro va immerso e lasciato in ammollo per un tempo prolungato, in modo che il grasso solidificato si ammorbidisca prima di qualsiasi intervento meccanico. Passato questo tempo, si passa con una spazzola dalle setole morbide, insistendo sulla rete o sulle lamelle senza forzare, per non deformare la struttura metallica.

Prima di rimontarlo, il filtro deve asciugare completamente, all'aria, in posizione verticale se possibile, così che l'acqua non ristagni negli angoli della struttura a labirinto.

Perché un filtro rimontato umido genera cattivo odore

Rimontare il filtro ancora umido sembra un modo per risparmiare tempo, ma è la causa più comune di cattivi odori che si sviluppano nelle settimane successive. L'umidità residua, unita ai grassi che non si sono asciugati del tutto, crea un ambiente favorevole alla proliferazione batterica proprio nel punto in cui passa l'aria calda della cottura.

Il risultato è un odore rancido che si percepisce ogni volta che si accende la cappa, spesso scambiato per un problema del motore o del filtro ai carboni attivi, quando invece l'origine è semplicemente l'acqua rimasta intrappolata nella struttura metallica al momento del rimontaggio.

Che cosa non fare mai

Alcuni gesti che sembrano innocui danneggiano il filtro in modo permanente. Le spugne abrasive o la paglietta metallica graffiano la superficie dell'alluminio, creando micro solchi dove il grasso si deposita più facilmente nei lavaggi successivi.

L'ammoniaca è un altro prodotto da evitare su un filtro in alluminio verniciato o anodizzato, perché reagisce con il rivestimento e può macchiarlo o corroderlo in modo irregolare, ben oltre il semplice annerimento da lavastoviglie.

Infine, non usi mai il forno di casa per asciugare un pannello metallico che integra parti in plastica, come i bordi o le linguette di aggancio: il calore del forno deforma o scioglie questi elementi, rendendo il filtro impossibile da rimontare correttamente.

Il filtro ai carboni attivi e il pannello sintetico: sostituire, non lavare

Tutto quanto descritto finora riguarda il filtro antigrasso, quello che trattiene le particelle di grasso in sospensione. Il filtro ai carboni attivi svolge un compito diverso: assorbe gli odori nell'aria ricircolata e, una volta saturo il carbone, va sostituito con uno nuovo, non lavato. I due filtri non si puliscono con la stessa frequenza né con lo stesso metodo, e confonderli porta a una cappa che continua a puzzare anche dopo un lavaggio accurato del solo filtro antigrasso. La frequenza di sostituzione del filtro ai carboni attivi segue le indicazioni generali del costruttore riportate sul libretto della cappa, mentre il filtro antigrasso si lava con una cadenza molto più ravvicinata, legata all'uso effettivo dei fornelli.

Esiste anche un caso particolare di filtro antigrasso in materiale sintetico, spesso un pannello bianco o grigio in fibra sintetica, che non va mai in lavastoviglie né lavato a mano: una volta sporco si sostituisce, perché il materiale non sopporta acqua e detergenti senza deteriorarsi.

Il sito raccoglie 212 modelli di cappa, 172 codici di filtro e 11 marche, tra cui Beko, Bosch, Brandt, Candy, Electrolux, Elica, Falmec, Miele, Smeg, Whirlpool e Zanussi, e in media un codice di filtro è condiviso da 33 cappe diverse. Alcuni codici ricorrono su un numero molto alto di modelli: RAN24432818 su 78 cappe, 6228731 e DKF12-1 su 59 cappe ciascuno, 103050107 e 114164 su 55 cappe ciascuno, Type 3 su 54 cappe. Prima di ordinare una cartuccia ai carboni attivi o un nuovo pannello sintetico, verifichi il codice esatto della sua cappa invece di affidarsi solo al marchio, perché marche e modelli diversi spesso montano lo stesso identico filtro.

Al rimontaggio, il filtro antigrasso va reinserito rispettando il verso originale: il lato con il fermo o la linguetta di aggancio deve corrispondere alla sede della cappa, e la maniglia va orientata verso il basso o verso l'esterno, nella posizione che ne permette l'apertura senza smontare altri componenti. Se il filtro entra con difficoltà o non si aggancia, quasi sempre è stato girato, non è un problema del filtro stesso.