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Quale filtro entra in quale cappa, marca per marca e modello per modelloQuale filtro entra, codice per codice e modello per modello

Carbone o antigrasso

Filtro a carbone o antigrasso: quale serve davvero

Questa guida distingue con chiarezza il filtro antigrasso dal filtro ai carboni attivi e spiega in quali casi la cappa ha davvero bisogno del secondo. Mostra anche come orientarsi tra le forme di cartuccia più diffuse e come trovare il codice giusto tra i modelli documentati dal sito.

Lettura: 4 min

Filtro a carbone o antigrasso: quale serve davvero

Due filtri, due lavori diversi

L'antigrasso è montato su ogni cappa da cucina, senza eccezioni, perché è la prima barriera che l'aria calda e unta incontra appena esce dai fornelli. Il suo compito è trattenere le particelle di grasso prima che raggiungano la turbina e il condotto, proteggendo il motore e mantenendo pulite le pareti interne dell'apparecchio. Si lava in lavastoviglie o a mano, oppure si sostituisce quando è in carta o in un materiale non lavabile, ma resta sempre presente, qualunque sia il modo in cui la cappa scarica l'aria.

Il filtro ai carboni attivi lavora dopo l'antigrasso e svolge un compito completamente diverso: assorbire odori e vapori prima che l'aria, ormai priva di grasso, torni in cucina. Non tutte le cappe ne hanno bisogno, e capire a quale delle due funzioni appartiene il filtro che si sta cercando è il primo passo per non acquistare il pezzo sbagliato.

Quando la cappa ha davvero bisogno del carbone attivo

Una cappa collegata a un condotto che porta l'aria verso l'esterno, quella che si definisce installazione ad aspirazione, non ha alcun bisogno del filtro ai carboni attivi: l'aria carica di odori esce di casa, e il carbone non avrebbe nulla da fare se non ostacolare il flusso. Il carbone attivo diventa necessario soltanto quando la cappa lavora in modalità filtrante, cioè quando non è collegata a un condotto esterno e l'aria, dopo essere passata attraverso l'antigrasso, viene rimessa in circolo nella stanza.

Prima di cercare una cartuccia ai carboni conviene quindi verificare come è installata la cappa: se esiste un tubo che porta l'aria verso l'esterno, il carbone non serve, indipendentemente dal fatto che il vano per alloggiarlo sia presente o meno.

Montare il carbone per errore: portata e rumore

Chi ha una cappa aspirante e monta comunque una cartuccia ai carboni, magari perché il modello la prevede come optional, introduce una resistenza inutile lungo il percorso dell'aria. Il risultato è una portata di aspirazione più bassa rispetto a quella dichiarata e un motore costretto a lavorare di più per spingere la stessa quantità d'aria, con un rumore percepito più alto. Per una cappa aspiranta la scelta corretta resta quindi il solo filtro antigrasso, senza aggiungere il carbone anche quando il vano è disponibile.

Il carbone non si lava

L'antigrasso, quando è in metallo, si può lavare più volte e continua a funzionare: la sua efficacia dipende dalla pulizia periodica, non da un numero di utilizzi. Il filtro ai carboni attivi si comporta in modo opposto: lavarlo non gli restituisce la capacità di assorbire gli odori, perché il carbone saturo resta saturo. La sua durata si misura quindi in tempo di utilizzo, secondo l'indicazione generale fornita dal costruttore del modello, e non in numero di lavaggi come per l'antigrasso. Per questo motivo il carbone va trattato come un materiale di consumo da sostituire, mai da pulire.

Le forme più diffuse di cartuccia ai carboni attivi

Sul mercato la cartuccia ai carboni attivi si presenta soprattutto in alcune forme ricorrenti, a seconda di dove il costruttore ha ricavato lo spazio per alloggiarla:

  • la cartuccia tonda, posizionata sopra il motore, tipica delle cappe compatte dove il vano centrale è l'unico spazio disponibile
  • il pannello rettangolare, montato sul retro o ai lati del corpo della cappa, più diffuso sui modelli a parete di dimensioni maggiori
  • il telaio riutilizzabile che alloggia sacchetti di carbone sfuso, presente su alcuni modelli meno recenti, dove si sostituisce il sacchetto interno mantenendo la struttura di supporto

Cappe predisposte e il codice giusto tra centinaia di modelli

Molte cappe filtranti vengono vendute predisposte per il carbone attivo, cioè con il vano già pronto ma senza la cartuccia inclusa nella confezione: chi acquista un modello di questo tipo deve procurarsi il filtro a parte, perché il costruttore lo considera un accessorio e non un componente di serie. Vale la pena controllarlo prima di dare per scontato che la cappa sia già pronta all'uso in modalità filtrante.

Trovare il codice giusto non è sempre immediato, perché lo stesso filtro viene spesso montato su decine di modelli diversi, anche di marche diverse. Il sito raccoglie 212 modelli di cappa, 172 codici di filtro e 11 marche, tra cui Beko, Bosch, Brandt, Candy, Electrolux, Elica, Falmec, Miele, Smeg, Whirlpool e Zanussi, e mostra su quali cappe è montato ciascun codice. In media un codice di filtro è condiviso da 33 cappe diverse. I codici più diffusi sono RAN24432818, presente su 78 cappe, 6228731 e DKF12-1, entrambi su 59 cappe, 103050107 e 114164, entrambi su 55 cappe, e Type 3, su 54 cappe. Partire dal codice stampato sul filtro attuale, quando è ancora leggibile, resta il modo più affidabile per individuare il ricambio corretto senza doversi fidare soltanto del modello di cappa riportato in etichetta.